Turing era un brillante matematico inglese e giocò un ruolo importantissimo nello sviluppo dei computer.
“Can machines think?”. Questo è quello che si chiedeva Turing. Può un computer essere in grado di pensare? Da qui nacque “the imitation game” che oggi è conosciuto come test di Turing. Tre partecipanti: un giudice(in una camera), una persona e un computer(in un’altra camera). Inoltre il computer deve cercare di ingannare il giudice mentre la persona deve cercare di aiutarlo. Affinché il giudice non possa disporre di alcun aiuto (come l’analisi della voce o calligrafica), le risposte alle domande devono essere dattiloscritte. Il test di Turing si basa sul presupposto che una macchina si sostituisca ad A. In tal caso, se C non si accorgesse di nulla, la macchina dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che sarebbe indistinguibile da un essere umano.
Per macchina intelligente Turing ne intende una in grado di pensare, ossia capace di concatenare idee e di esprimerle. Quindi per Turing tutto si limita alla produzione di espressioni non prive di significato.
Una macchina, per sostenere il test, deve essere programmata considerando la descrizione di un uomo in termini discreti (stati interni, segnali, simboli). Dalla complessità del software, si legge tra le righe dell'articolo, emergeranno le funzioni intellettuali. Su questa aspettativa si fonda una disciplina nota come intelligenza artificiale il cui scopo è la costruzione di una macchina in grado di riprodurre le funzioni cognitive umane. Sebbene secondo le previsioni di Turing entro il 2000 sarebbe stata realizzata una macchina intelligente, finora nessuna ha superato il test.

Il test di Turing è stato via via riformulato durante gli anni. Le ragioni sono varie e passano dall'imprecisione della formulazione originale, al sorgere di nuovi problemi relativi alla definizione di macchina intelligente. A volte semplici programmi, come ad esempio ELIZA, hanno costretto a riformulare i criteri del test perché inadeguati o troppo facilmente soddisfatti da programmi evidentemente non pensanti.
 

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